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D. 29/03/2006 n. 97

2. Degli esiti del dibattito svoltosi in ordine all'argomento in oggetto ed in particolare: che, come esposto in premessa, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha proposto di assegnare all'opera 80 milioni di euro; che si è condivisa l'opportunità di attribuire all'opera un primo contributo, tenendo conto della circostanza che trattasi di arteria non assoggettata a pedaggio; che si è concordato di compensare la minore assegnazione ad altro intervento relativo alla regione Campania con l'attribuzione, tra l'altro, di un maggior contributo (complessivamente di 110 milioni di euro) all'opera suddetta, destinando il contributo medesimo alla realizzazione di uno stralcio;

Delibera:

1. Approvazione progetto preliminare.

1.1. Ai sensi e per gli effetti dell'art. 3 del decreto legislativo n. 190/2002, come modificato e integrato dal decreto legislativo n. 189/2005, nonchè ai sensi dell'art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica n. 327/2001, come modificato - da ultimo - dal decreto legislativo n. 330/2004, è approvato, con le prescrizioni e raccomandazioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, anche ai fini dell'attestazione di compatibilità ambientale e di apposizione del vincolo preordinato all'esproprio il progetto preliminare «s.s. 7-quater Domitiana: lavori di ammodernamento alla sezione tipo A nel tratto tra il km 0+000 ed il km 27+000, compresa la variante di Mondragone». E' conseguentemente perfezionata, ad ogni fine urbanistico ed edilizio, l'Intesa Stato-regione sulla localizzazione dell'opera stessa.

1.2. Ai sensi del citato art. 3, comma 3, del decreto legislativo n. 190/2002, l'importo di 1.101.520.463 euro sopra indicato costituisce il limite di spesa dell'intervento.

1.3. Le prescrizioni citate al punto 1.1, a cui è condizionata l'approvazione del progetto, sono riportate nell'allegato, che forma parte integrante della presente delibera e sono articolate in prescrizioni da sviluppare nelle successive fasi di progettazione e in prescrizioni da ottemperare nella fase di realizzazione. Le raccomandazioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sono riportate nella seconda parte del citato allegato. Qualora il soggetto aggiudicatore ritenga di non poter dar seguito a qualcuna di dette raccomandazioni, fornirà, al riguardo, puntuale motivazione in modo da consentire al citato Ministero di esprimere le proprie valutazioni e di proporre a questo Comitato, se del caso, misure alternative.

2. Assegnazione contributo.

2.1. Per la realizzazione dell'intervento di cui al punto 1 è assegnato, in via programmatica, un contributo di 9,834 milioni di euro, per quindici anni a valere sui fondi recati dall'art. 1, comma 78, della legge n. 266/2005 con decorrenza 2007: detto contributo, suscettibile di sviluppare un volume di investimenti di 110 milioni di euro, è quantificato indicando, nel costo di realizzazione degli interventi, anche gli oneri derivanti da eventuali finanziamenti necessari.

2.2. L'assegnazione definitiva del contributo sarà disposta da questo Comitato previa sottoposizione del progetto definitivo di uno stralcio funzionale dell'opera che risulti coerente con il contributo medesimo e con le eventuali ulteriori disponibilità che risultino destinate all'opera. Il progetto in questione dovrà essere presentato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti entro due mesi dalla data di pubblicazione della presente delibera nella Gazzetta Ufficiale e dovrà essere corredato dalla stesura aggiornata del relativo piano economico-finanziario analitico, predisposto secondo lo schema approvato da questo Comitato con delibera n. 11/2004, riferito all'intera opera e parametrato sul maggior costo di cui al precedente punto 1.2.

3. Clausole finali.

3.1. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvederà ad assicurare, per conto di questo Comitato, la conservazione dei documenti componenti il progetto preliminare approvato con la presente delibera.

3.2. Il predetto Ministero provvederà ad accertare che il progetto definitivo recepisca le prescrizioni che devono essere sviluppate in tale fase. Il soggetto aggiudicatore procederà alla verifica delle prescrizioni che debbono essere attuate nelle fasi successive, fornendo assicurazione al riguardo al predetto Ministero e curando, tra l'altro, che le prescrizioni da assolvere nella fase di cantierizzazione siano inserite nel capitolato speciale di appalto e poste a carico dell'esecutore dei lavori.

3.3. Questo Comitato si riserva, in fase di approvazione del progetto definitivo dell'opera e in adesione alle richieste rappresentate nella citata nota del coordinatore del Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere, di dettare prescrizioni intese a rendere più stringenti le verifiche antimafia, prevedendo - tra l'altro - lo svolgimento di accertamenti anche nei confronti degli eventuali sub-contraenti e subaffidatari, indipendentemente dall'importo dei lavori, e forme di monitoraggio durante la realizzazione dei lavori.

3.4. Il suddetto Ministero provvederà a svolgere le attività di supporto intese a consentire a questo Comitato di espletare i compiti di vigilanza sulla realizzazione delle opere ad esso assegnati dalla normativa citata in premessa, tenendo conto delle indicazioni di cui alla delibera n. 63/2003 sopra richiamata.

3.5. Il CUP assegnato al progetto in argomento, ai sensi della delibera n. 24/2004, va evidenziato in tutta la documentazione amministrativa e contabile riguardante l'intervento di cui alla presente delibera. Roma, 29 marzo 2006 Il Presidente Berlusconi Il segretario del CIPE Baldassarri Registrata alla Corte dei conti il 31 luglio 2006 Ufficio di controllo Ministeri economico-finanziari, registro n. 5 Economia e finanze, foglio n. 164 ALLEGATO Prescrizioni e raccomandazioni proposte dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti PARTE 1 ª Prescrizioni Prescrizioni in fase di progettazione.

-Mitigazione e compensazione: si dovrà prevedere nel programma lavori, per quanto possibile la realizzazione anticipata delle opere di mitigazione e compensazione ambientale rispetto alla realizzazione delle opere in progetto; si dovrà ottimizzare il tracciato proposto in modo tale da risolvere o mitigare le problematiche connesse alla verifica di distanze di visuali libere di cui al decreto ministeriale 5 novembre 2001, evitando ove possibile limitazioni in fase di esercizio sulle velocità di percorrenza; si dovrà ottimizzare le interferenze del tracciato con i perimetri delle aziende agricole in modo da salvaguardarne quanto più possibile la continuità e la funzionalità; prevedere sovrappassi e sottopassi di dimensioni idonee al passaggio dei mezzi agricoli (con altezza fino a 5 m); si dovranno altresì adottare le soluzioni progettuali in grado di mantenere il collegamento tra aree agricole, già funzionalmente connesse, tra infrastrutture (strade e canali di irrigazione) e tra i centri rurali. Si dovrà prevedere, inoltre, una viabilità secondaria tale da garantire l'accesso ai fondi agricoli interferiti dalla nuova infrastruttura; si dovranno sviluppare gli interventi di mitigazione e le opere di compensazione così come proposti nelle Studio d'impatto ambientale esaminato e sue integrazioni, ed integrarli alla luce delle presenti prescrizioni, dettagliandone la localizzazione, la tipologia, le modalità di esecuzione e i costi analitici. Inoltre si dovrà destinare almeno il 5% dell'importo complessivo dei lavori alla realizzazione di interventi di compensazione ambientale e socioeconomiche, da definire e concordare con i comuni interessati dall'opera; si dovranno prevedere corridoi protetti di attraversamento della fauna in numero, forma e dimensioni adeguate; si dovrà prevedere, per quanto riguarda il ripristino della vegetazione, l'impiego di specie appartenenti alle serie autoctone, raccogliendo eventualmente in loco il materiale per la loro propagazione (sementi, talee, ecc.) al fine di rispettare la diversità biologica (soprattutto in prossimità di aree protette) e di consentire la produzione di materiale vivaistico; si dovrà privilegiare l'impianto di formazioni alberate di estensione adeguata per ripristinare la continuità dei relitti di vegetazione e per rinaturalizzare le aree dismesse e quelle intercluse; si dovranno sviluppare le opere di sistemazione a verde, di ripristino ambientale e di rinaturazione previste in progetto, privilegiando le tecniche dell'ingegneria naturalistica ed assumere come riferimento: «Linee guida per capitolati speciali per interventi di ingegneria naturalistica e lavori di opere a verde» del Ministero dell'ambiente - Servizio VIA, settembre 1997, e altri manuali qualificati quali, ad esempio: «Atlante delle opere di sistemazione dei versanti» dell'APAT, 2002; «Manuale di ingegneria naturalistica» della regione Lazio, 2001; tenendo conto che l'opera interferisce con il sito pSIC Monte Massico, si dovranno approfondire gli aspetti legati alla qualità, capacità di rigenerazione delle risorse naturali e della capacità di carico dell'ambiente. In base ai risultati dell'indagine, si dovrà verificare l'efficacia degli interventi di mitigazione indicati nel SIA e la possibilità di identificare un sito di pari importanza ecologica su cui poter realizzare interventi compensativi; si dovranno contenere i progetti di coltivazione e di recupero per le cave di prestito, in accordo alla normativa nazionale ed a quella regionale; si dovrà specificare la localizzazione, la tipologia e le modalità di realizzazione delle opere di mitigazione acustica, assicurandone l'inserimento paesaggistico e privilegiando l'adozione di barriere acustiche integrate con barriere a verde. Si dovrà dettagliare la scelta dei materiali in rapporto alle peculiarità del contesto d'inserimento; si dovrà prevedere, ove possibile, la riduzione della notevole altezza prevista per le barriere antirumore (h = 5 m), verificando comunque il rispetto dei livelli acustici post mitigazione; si dovranno approfondire gli aspetti legati alla percezione dell'opera e l'analisi dell'intervisibilità al fine di definire, attraverso la progettazione integrata paesaggistico-architettonica degli elementi emergenti dell'infrastruttura (tra cui rilevati, ponti, viadotti, etc.), gli adeguati accorgimenti progettuali e gli idonei interventi di mitigazione. Si dovrà contenere quanto più possibile l'altezza dei rilevati evitando l'effetto barriera indotto. Particolare attenzione si dovrà porre per le seguenti opere:

-viadotto Trenta Palmi-Travata;

-viadotto Celiole nord;

-viadotto Celiole sud;

-viadotto d'Auria;

- svincolo di Sessa Aurunca;

-imbocco galleria M. Cicoli; si dovranno adottare misure idonee per alleviare le interferenze del tracciato con i perimetri delle aziende agricole in modo da salvaguardarne quanto più possibile la continuità e la funzionalità ed in particolare:

- assicurare che i sovrappassi ed i sottopassi abbiano dimensioni idonee al passaggio dei mezzi agricoli (con altezza fino a 5 m);

- adottare le soluzioni progettuali capaci di mantenere il collegamento tra aree agricole, già funzionalmente connesse, tra infrastrutture (strade e canali di irrigazione) e tra i centri rurali;

- prevedere una viabilità secondaria, tale da garantire l'accesso ai fondi agricoli interferiti dalla nuova infrastruttura; si dovranno approfondire gli aspetti legati alla percezione dell'opera e l'analisi dell'intervisibilità al fine di definire attraverso la progettazione integrata paesaggistico-architettonica degli elementi emergenti dell'infrastruttura (tra cui rilevati, ponti, viadotti, etc.), gli adeguati accorgimenti progettuali e gli idonei interventi di mitigazione. Si dovrà contenere quanto più possibile l'altezza dei rilevati evitando l'effetto barriera indotto.

-Atmosfera: si dovrà approfondire lo studio degli impatti sulla componente Atmosfera:

- prevedendo gli impatti in fase di cantiere con particolare riferimento alla stima delle emissioni dei gas di scarico dei mezzi di trasporto, dei materiali e delle polveri nelle aree di cantiere lungo la viabilità impegnata;

 

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